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Libretto: Henri Meilhac e Ludovic
Halèda "Carmen" di Prosper
Mèrimèe.
Musica: Gerge Bizet.
Regia: Aldo Tarabella.
Giampiero Mancini nei panni del
brigadiere Don Jose' racconta,
attendendo l'esecuzione, la "sua"
storia con la bellissima zingara
Carmen. Il regista Aldo Tarabella
(direttore artistico del Teatro
del Giglio di Lucca) propone una
lettura originalissima dell'opera
dal punto di vista di chi l'ha
amata fino alle estreme
conseguenze. L'Ensemble
orchestrale "Apuliae", i ballerini
Giorgia Maddamma e lo scaligero
Stefano Fossat, i cantanti
principali, tra i quali spiccano i
nomi di artisti internazionali
come Francesco Anile, Angela
Bonfitto, Giuseppe Altomare e
Lucia Pellegrino, completano
questo cast straordinario. Carmen
Carmen e' il personaggio femminile
piu' amato dal pubblico
dell'opera; e pensare che al suo
debutto a Parigi, Opera Comique, 3
marzo 1875, aveva riscosso un
tiepidissimo consenso critico; la
mancanza di duetti d'amore, la
fine cruenta e violenta di Carmen,
la quale preferisce morire pur di
rinunciare alla liberta', la forte
ostentazione sessuale della
protagonista, il suo essere
primitiva, eccessivamente
provocante per l'epoca, quasi
selvaggia, tutto questo nego' al
suo compositore Francese Georges
Bizet la gioia di quel successo
che poi il tempo gli rese in modo
straordinario. Infatti, il Maestro
purtroppo, non fece in tempo a
partecipare al successo della sua
Carmen, in quanto mori' nello
stesso anno del debutto nel 1875,
a soli 37 anni, quando si andava a
rappresentare la 33esima tiepida
recita. "Bizet e Carmen, un'opera
sola per l'eternita' " cosi'
dissero i critici nel secondo
Novecento, parlando dell'opera
divenuta nel tempo la piu'
rappresentata di tutti i tempi. La
lettura, ispirata al racconto
originale di Merinée e ai
librettisti Meilhac e Halévy, e
realizzata in una "mise en
espace", con la presenza in
palcoscenico dell'orchestra e dei
cantanti, viene affidata ad un
attore che ha la funzione del
narratore-testimone diretto dei
fatti: sara' proprio dalla voce di
Don Jose' (Giampiero Mancini) che
il pubblico potra' entrare dentro
il racconto, non privo di emozioni
e ricordi vivi di cio' che accade,
rievocando una storia scarna,
crudele, passionale; la lettura
perde parte della cornice e viene
di fetto spogliata da molti di
quegli elementi folkloristici,
giusti allora per l'Opera Comique,
a favore dei ricordi, delle
parole, in un tentativo di
approfondimento dei rapporti tra i
principiali personaggi: Carmen,
femmina emancipata, zingara,
ribelle; Don Jose', militare,
fedele alla sua divisa, maschio
possessivo, un bravo ragazzo,
semplice, proveniente del paese;
Micaela, che rappresenta la
famiglia, la fede, il ricordo
della madre, le sue origini;
Escamillo, torero di grande fama ,
ricco uomo di successo che attira
Carmen nell'ennesimo desiderio di
trasgressione, abbandonando
definitivamente il militare. Il
destino li fa incontrare tra loro
ed il predestinato, Jose' , rimane
vittima e attore in mezzo tra la
ragione ed il perbenismo di
Micaela e la irrefrenabile
passionalita' verso Carmen,
sino alla sua rovina finale:
accecato dalla gelosia uccide,
nella scena finale, la zingara,
oramai disertore e sconfitto anche
nell'amore, per la presenza del
nuovo amante Escamillo. Il prelude
e gli intermezzi strumentali
diventano un elemento
straordinario per sottolineare,
non solo gli aspetti di ritmi,
tinte e colori legati a un mondo
iberico, di paesaggi spagnoli
sonori, ma la testimonianza del
calore delle passioni, tuffando
l'opera in un contesto "popolare"
profondo, che Georges Bizet seppe
cogliere magistralmente.
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