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"LA CENA DEI CRETINI" - Venerdì 23 luglio - Porto Turistico Marina di Pescara - Ingresso gratuito.

 

Giov 27 Maggio, Teatro Comunale Atri h 21 e mar 1 Giugno, Teatro Comunale Ortona, Giampiero Mancini,...
 
  CARMEN
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Libretto: Henri Meilhac e Ludovic Halèda "Carmen" di Prosper Mèrimèe.
Musica: Gerge Bizet.
Regia: Aldo Tarabella.

Giampiero Mancini nei panni del brigadiere Don Jose' racconta, attendendo l'esecuzione, la "sua" storia con la bellissima zingara Carmen. Il regista Aldo Tarabella (direttore artistico del Teatro del Giglio di Lucca) propone una lettura originalissima dell'opera dal punto di vista di chi l'ha amata fino alle estreme conseguenze. L'Ensemble orchestrale "Apuliae", i ballerini Giorgia Maddamma e lo scaligero Stefano Fossat, i cantanti principali, tra i quali spiccano i nomi di artisti internazionali come Francesco Anile, Angela Bonfitto, Giuseppe Altomare e Lucia Pellegrino, completano questo cast straordinario. Carmen Carmen e' il personaggio femminile piu' amato dal pubblico dell'opera; e pensare che al suo debutto a Parigi, Opera Comique, 3 marzo 1875, aveva riscosso un tiepidissimo consenso critico; la mancanza di duetti d'amore, la fine cruenta e violenta di Carmen, la quale preferisce morire pur di rinunciare alla liberta', la forte ostentazione sessuale della protagonista, il suo essere primitiva, eccessivamente provocante per l'epoca, quasi selvaggia, tutto questo nego' al suo compositore Francese Georges Bizet la gioia di quel successo che poi il tempo gli rese in modo straordinario. Infatti, il Maestro purtroppo, non fece in tempo a partecipare al successo della sua Carmen, in quanto mori' nello stesso anno del debutto nel 1875, a soli 37 anni, quando si andava a rappresentare la 33esima tiepida recita. "Bizet e Carmen, un'opera sola per l'eternita' " cosi' dissero i critici nel secondo Novecento, parlando dell'opera divenuta nel tempo la piu' rappresentata di tutti i tempi. La lettura, ispirata al racconto originale di Merinée e ai librettisti Meilhac e Halévy, e realizzata in una "mise en espace", con la presenza in palcoscenico dell'orchestra e dei cantanti, viene affidata ad un attore che ha la funzione del narratore-testimone diretto dei fatti: sara' proprio dalla voce di Don Jose' (Giampiero Mancini) che il pubblico potra' entrare dentro il racconto, non privo di emozioni e ricordi vivi di cio' che accade, rievocando una storia scarna, crudele, passionale; la lettura perde parte della cornice e viene di fetto spogliata da molti di quegli elementi folkloristici, giusti allora per l'Opera Comique, a favore dei ricordi, delle parole, in un tentativo di approfondimento dei rapporti tra i principiali personaggi: Carmen, femmina emancipata, zingara, ribelle; Don Jose', militare, fedele alla sua divisa, maschio possessivo, un bravo ragazzo, semplice, proveniente del paese; Micaela, che rappresenta la famiglia, la fede, il ricordo della madre, le sue origini; Escamillo, torero di grande fama , ricco uomo di successo che attira Carmen nell'ennesimo desiderio di trasgressione, abbandonando definitivamente il militare. Il destino li fa incontrare tra loro ed il predestinato, Jose' , rimane vittima e attore in mezzo tra la ragione ed il perbenismo di Micaela e la irrefrenabile passionalita'  verso Carmen, sino alla sua rovina finale: accecato dalla gelosia uccide, nella scena finale, la zingara, oramai disertore e sconfitto anche nell'amore, per la presenza del nuovo amante Escamillo. Il prelude e gli intermezzi strumentali diventano un elemento straordinario per sottolineare, non solo gli aspetti di ritmi, tinte e colori legati a un mondo iberico, di paesaggi spagnoli sonori, ma la testimonianza del calore delle passioni, tuffando l'opera in un contesto "popolare" profondo, che Georges Bizet seppe cogliere magistralmente.

 
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