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"LA CENA DEI CRETINI" - Venerd́ 23 luglio - Porto Turistico Marina di Pescara - Ingresso gratuito.

 

Giov 27 Maggio, Teatro Comunale Atri h 21 e mar 1 Giugno, Teatro Comunale Ortona, Giampiero Mancini,...
 
  IL GRIGIO
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Il Grigio di G.Gaber.
Racconto teatrale in due atti.
Interpretato e diretto da Giampiero Mancini.

La storia narra la vicenda di un uomo comune che ad un certo punto della sua vita, afflitto piu' da problemi personali che sociali, decide di ritirarsi in una casa in campagna. Purtroppo la sua solitudine e' presto minacciata dalla presenza enigmatica di un topolino. Lo scontro con "il Grigio" diverra' una lotta contro se stesso, le contraddizioni ed i punti oscuri della sua vita, fino a ridurre il protagonista in uno stato di totale abbattimento e degradazione. Come una crisalide che diviene una splendida farfalla, cosi' il protagonista uscira' rafforzato da una nuova consapevolezza.

IL GIOVANE GRIGIO
Il proverbio che dice: "Le apparenze ingannano" non deve essere preso alla lettera, perche' vi sono persone che appaiono teatrali e lo sono veramente, come ve ne sono altre che, ad un primo incontro, dimostrano d'essere quegli ambigui contraffattori che sono. Diremmo dunque, per essere esatti, che Giampiero Mancini, come G. Gaber, e' uno di quelli compresi nella prima categoria. Il Michel Tournier scrisse una volta che il ritratto e l' autoritratto "vero" devono sempre sprofondare negli abissi (dal greco abussos) della propria psicologia in cui il carattere del protagonista che e' in noi e' rivelato gia' dall'apparenza. Infatti, la coppia anziana ed esistenziale dell'apparenza e della sostanza e' cio' che muove l' opera IL GRIGIO, scritta da G. Gaber e S. Luporini (in due atti, in forma di racconto teatrale) e adottata da uno dei talenti piu' cristallini del teatro italiano: Giampiero Mancini. L'opera che si presenta in una veste particolarmente curata concerne l'insieme delle tematiche ricorrenti che il famoso cantautore porta avanti attraverso la sua introversa personalita' in circa vent'anni di attivita'. Il lavoro, che possiede un 'articolazione alquanto difficile ed impegnativa e', al tempo stesso, d'agevole e rapida fruizione stando alla memorabile interpretazione di G. Mancini. Essa si snoda attraverso la storia normale di un uomo che alle prese con un topo perde qualsiasi contatto con l'esterno per ritrovarsi solo con se' stesso immerso nelle incertezze e nei dubbi, nelle contraddizioni e nelle necessita' oscure della sua vita. Con questo lavoro si riconferma l'impegno del giovane G. Mancini, nell'analizzare come sempre nei suoi lavori le possibili discordanze tra la vita del mondo interno e quello esterno, interrogando la sua necessita'  di fare teatro e di aver scelto (fortunatamente per noi) la difficile strada della recitazione. Entrando nel merito della trattazione e' da segnalare, in particolare, l'immagine che in questa performance si e' data Mancini con l'aiuto di un'attivita' corredata da apparati scenotecnici e musicali di disarmante semplicita' che sottolinea la centralita' dell'attore "in solo". E' soprattutto mediante l'esperienza vissuta con le cose del teatro e le molteplici difficolta' di un testo come IL GRIGIO di G. Gaber che Mancini chiarisce a se' stesso, allargando le sue conoscenze e sviluppando la sua miracolosa capacita' di fare spettacolo fino a tentare di maturare compiutamente se' stessi.

 
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