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IO MOZART |
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Omaggio a Mozart nel 250° anno
dalla nascita.
Arie, ouvertures e concerti di
Wolfgang Amadeus Mozart.
Testi liberamente tratti da
Francesco Zimei e dall'epistolario
mozartiano.
Giampiero Mancini e' Mozart
Orchestra del Festival d'arte
Solisti:
Vincenzo Conteduca clarinetto,
Angelo De Leonardis baritono, Dino
De Palma violino, Ida Fratta
soprano, Maria Laura Martorana
soprano, Massimiliano Mauthe
contraltista, Luigi Zazzarino
flauto.
Direttore: Gianna Fratta
Suoni e memorie dall'epistolario
mozartiano.
Di Francesco Zimei.
Secondo un costume proprio non
solo del grande pubblico, ma degli
stessi addetti ai lavori, dinanzi
alle maggiori creazioni del genio
umano avviene solitamente un
processo di "trasfigurazione"
destinato a proiettare i caratteri
dell'opera sulla personalita' del
suo artefice. Ma sara' realmente
cosi'? Quali sono, nell'autore, i
veri retroscena biografici,
caratteriali, psicologici-in una
parola: esistenziali-che
sottendono all'Arte? A questi
interrogativi, di grande fascino e
complessita', abbiamo cercato di
dare una risposta allo stesso
tempo plausibile e "leggera"
prendendo a modello il caso
probabilmente piu' eclatante di
genialita' innata in occasione dei
duecentocinquant'anni dalla sua
nascita: Wolfgang Amadeus Mozart.
La recente immagine mediatica del
sommo maestro salisburghese, ormai
cristallizzatasi intorno al
personaggio descritto in Amadeus,
di Milos Forman, lo rappresenta
infatti esattamente all'opposto
della sua musica-come un uomo
incolore e scanzonato, capace di
guadagnare in arte profondita'
siderali muovendo da una natura
ludica e godereccia. Nulla di piu'
lontano dalla realta' storica. Su
quest'equivoco, indubbiamente
"simpatico" e accattivante per
un'umanita' in cerca di eroi a
buon mercato, abbiamo costruito la
vicenda di un attrezzista teatrale
che, nel corso di una prova,
letteralmente "inciampa" nel
personaggio Mozart dando vita,
attraverso una serie di
coincidenze, a un processo di
identificazione dal quale sara'
arduo ma inevitabile uscire. E' un
po' la storia di ognuno di noi
quando, per una misteriosa
alchimia dell'Arte o della
memoria, entriamo in contatto con
un genio del passato: egli ci
prende per mano, e con
straordinaria naturalezza ci
conduce nel suo mondo dorato; ma
e' un mondo fatto di spirito,
contro il quale la nostra
materialita' prima o poi sara'
costretta a capitolare. La mesta e
ordinaria quotidianita' dell'uomo
comune diviene dunque, per
antifrasi, il pretesto narrativo
per capire chi era veramente
Mozart Ne sortisce un ritratto
attendibile ma confidenziale,
giocato sulle suggestioni prodotte
nel protagonista dal ricco
carteggio familiare, miniera
inesauribile per verificare ogni
possibile concordanza tra i
sentimenti dell'autore, della sua
vita reale e suoi piu' noti
capolavori.
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