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STRAPPAMI LA VITA |
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Buenos Aires |
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Nocturno a mi barrio |
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La muerte |
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La muerte2 |
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Buenos Aires |
El tango |
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Viaggio nel Mondo del Tango da
Gardel a Piazzolla.
Scritto, diretto ed interpretato
da Giampiero Mancini. Prod.
Orchestra Sinfonica Abruzzese.
E' un atto di profondo amore nei
confronti dell'Argentina e delle
sue genti. Qualcuno disse una
volta: "Gli argentini sono degli
italiani che parlano spagnolo" ed
e' infatti innegabile che ci sia
una profonda affinita'
caratteriale e umana tra questi
due popoli, vicinanza questa, che
ha profonde radici sedimentate nel
flusso migratorio che a fronte di
una vistosa emorragia italiana ha
visto accogliere in terra
argentina i nostri diseredati
figli.
"Un pensiero triste che si balla".
Con questa che e' la piu'
ricorrente e inflazionata
definizione del tango, Enrique
Santos Discepolo (1901-1951) ha
sintetizzato forse meglio di ogni
altro l'anima di quello che non e'
solo un genere musicale e una
danza, ma un fenomeno sociale di
ampia portata che ha
caratterizzato un'epoca. Nato
intorno al 1880 nella periferia
delle grandi capitali rioplatensi
Buenos Aires e Montevideo, il
tango trae origine da una
situazione del tutto simile a
quella dalla quale prese le mosse,
piu' o meno nello stesso periodo,
il jazz. Se quest'ultimo, infatti,
scaturi' dall'interazione di piu'
culture in quella fucina di popoli
e razze diverse che era New
Orleans di fine '800, in quegli
stessi anni il tango vide la luce
in una Buenos Aires affollata
dall'ondata migratoria europea,
fatta soprattutto di spagnoli e
italiani, e da contadini nomadi
inurbati disorientati dalla
perdita della cultura legata alla
terra. Come il jazz degli albori
conobbe la sua prima stagione nei
bordelli di Storyville, cosi' il
tango prosperava nelle case di
piacere situate nei pressi delle
caserme e del porto; entrambi si
fanno portavoce di condizioni di
emarginazione e sono legati alle
componenti piu' diseredate della
societa' cui appartengono.
E' in queste situazioni di forte
instabilita' culturale che la
musica diventa espressione piu'
autentica del disagio di un
popolo, e il tango narra la
violenza e la sorte della malavita
dei quartieri piu' degradati della
citta'. Musicalmente il tango
scaturisce dalla fusione di
elementi tratti dalla habanera e
dalla milonga e, ben presto, con
l'aggiunta di un testo, si
trasforma in canzone da ballo. Nei
testi le tematiche che ricorrono
piu' di frequente sono. la citta',
con le sue strade e i suoi
marciapiedi, ulteriore
testimonianza dell'origine
cittadina del tango; gli amori
fragili, falliti, temuti e senza
speranza; la notte, associata alla
malinconia e al pianto; il tempo,
inteso come percorso a senso unico
che cancella e uccide, che fugge e
distrugge tutto. Con i primi
successi nascono anche i primi
divi del tango, siano essi
cantanti o famosi ballerini e, a
partire dal primo decennio del
secolo, l'Europa viene investita
da una vera e propria
"tangomania", la quale assume
dimensioni inedite, diventando in
particolare prerogativa dei nobili
e dei governanti. Dopo un secolo
di dominio incontrastato, il
valzer aveva infatti perso la sua
carica trasgressiva, e il vecchio
continente resto' fortemente
affascinato da questo nuovo ballo,
fatto di passi complicatissimi e
da una spiccata carica di erotismo
che, se da un lato intrigava
irresistibilmente soprattutto gli
esponenti dell'alta societa',
dall'altro scatenava la vena
polemica dei benpensanti e
naturalmente della Chiesa, che
gia' in passato aveva scagliato i
suoi anatemi contro il piu'
"casto" valzer. Tra i cantanti di
maggior successo, Carlos Gardel
(1887-1935) fu un vero e proprio
idolo popolare e voce per
antonomasia del tango. Per avere
la misura del successo e della
popolarita' di Gardel, possiamo
far ricorso alle parole di Meri
Lao, secondo la quale fu "... un
fenomeno musicale raffrontabile,
all'epoca, solo a quello scatenato
da Caruso. E, piu' avanti, da
Elvis Presley". La tragica morte
in un incidente aereo il 24 Giugno
del 1935 ne rafforzo' il mito, e
le sue esequie si tennero in uno
stadio di Buenos Aieres cui
parteciparono migliaia di persone.
Come detto, il tango in origine
nasce come musica strumentale
finalizzata al ballo. Gli
strumenti tipici del tango
diventano il violino, cui si da'
l'affettuoso appellativo di jamon
(prosciutto) il pianoforte, il
contrabbasso, e soprattutto il
bandoneon, un tipo di fisarmonica
di origine tedesca giunta e
affermatasi in Argentina
probabilmente a seguito della
caleidoscopica migrazione europea
in America Latina. "STRAPPAMI LA
VITA" e' spettacolo che nella
prima parte propone alcuni dei
brani piu' significativi della
storia del tango con la presenza
di un testo, arricchito dai
suggestivi versi del poeta Jorge
luis Borges (1899-1986), che ha lo
scopo di condurre l'ascoltatore
attraverso questo affascinante
viaggio. La prima parte si chiude
con un simbolico passaggio di
consegne tra Gardel e Piazzolla,
compositore del quale ricorre il
decennale della morte e a cui e'
dedicata la seconda parte del
concerto non si puo' infatti
parlare di tango senza rendere
omaggio ad Astor Pazzolla (1921 -
1992), le cui musiche in
quest'ultimo decennio hanno
popolato come non mai le sale da
concerto e i cataloghi
discografici di tutto il mondo.
Personaggio molto discusso,
Piazzolla compare sulla scena
musicale intorno alla meta' degli
anni '50, epoca in cui dal punto
di vista creativo il tango viveva
un monento di stanca. Musicista
colto, formatosi con Alberto
Ginastera in patria per poi
proseguire in Europa studiando
direzione d'orchestra con Hermann
Scherchen e composizione con Nadia
Boulanger, Piazzolla opero' un
intervento riformatore sul tango
attraverso una virata
intellettuale, trasformando questo
genere in una musica raffinata,
fatta per essere ascoltata,
spostando il luogo di fruizione
dalle sale da ballo alle sale da
concerto. Riprendendo le parole
dello stesso Piazzolla, con le sue
composizioni "... e' apparso un
altro tango, un tango
intellettuale, un tango da
pensare, un tango non da ballare e
non da cantare, un tango non
antico, un tango non tradizionale,
un tango un po' da camera...". Ma
in Argentina il tango era una
realta' fortemente radicata,
rappresentava un motivo di
orgoglio nazionale; per questo
l'operazione condotta da Piazzolla
apparve in patria una vera
profanazione, tanto che costo' al
compositore anni di marcato
ostracismo da parte della critica,
boicottaggio dalle case
discografiche e diffidenza
riservatagli da una parte del
pubblico. I brani in programma
rappresentano alcune tra le pagine
piu' interessanti i nello stesso
tempo meno frequentate del
compositore: si va da un
inconsueto Piazzolla "sacro" con
L'Ave Maria, al Concerto per
bandoneon che segue la
suddivisione in tre movimenti del
concerto classico, alla Milonga de
la Anunciacion tratta
dall'ambiziosa opera-tango Maria
de Buenos Aires composta su testo
di Horacio Ferrer. Lo sganciamento
dal ballo, la valorizzazione del
tessuto strumentale, la
predisposizione
all'improvvisazione, la
particolare ricchezza delle
soluzioni armoniche fanno della
musica di Piazzolla un'elegante
sintesi che rimane, nonostante
tutto, fortemente tango. Il tempo
ha dunque dato ragione a
Piazzolla, la cui dimensione
trasversale di musicista moderno
nel senso piu' fecondo del termine
lo ha fatto apprezzare come una
delle personalita' del mondo
musicale piu' interessanti del
dopoguerra.
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