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"LA CENA DEI CRETINI" - Venerd́ 23 luglio - Porto Turistico Marina di Pescara - Ingresso gratuito.

 

Giov 27 Maggio, Teatro Comunale Atri h 21 e mar 1 Giugno, Teatro Comunale Ortona, Giampiero Mancini,...
 
  STRAPPAMI LA VITA
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Buenos Aires Buenos Aires
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La muerte La muerte
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Buenos Aires El tango
Viaggio nel Mondo del Tango da Gardel a Piazzolla.
Scritto, diretto ed interpretato da Giampiero Mancini. Prod. Orchestra Sinfonica Abruzzese.

E' un atto di profondo amore nei confronti dell'Argentina e delle sue genti. Qualcuno disse una volta: "Gli argentini sono degli italiani che parlano spagnolo" ed e' infatti innegabile che ci sia una profonda affinita' caratteriale e umana tra questi due popoli, vicinanza questa, che ha profonde radici sedimentate nel flusso migratorio che a fronte di una vistosa emorragia italiana ha visto accogliere in terra argentina i nostri diseredati figli.

"Un pensiero triste che si balla".
Con questa che e' la piu' ricorrente e inflazionata definizione del tango, Enrique Santos Discepolo (1901-1951) ha sintetizzato forse meglio di ogni altro l'anima di quello che non e' solo un genere musicale e una danza, ma un fenomeno sociale di ampia portata che ha caratterizzato un'epoca. Nato intorno al 1880 nella periferia delle grandi capitali rioplatensi Buenos Aires e Montevideo, il tango trae origine da una situazione del tutto simile a quella dalla quale prese le mosse, piu' o meno nello stesso periodo, il jazz. Se quest'ultimo, infatti, scaturi' dall'interazione di piu' culture in quella fucina di popoli e razze diverse che era New Orleans di fine '800, in quegli stessi anni il tango vide la luce in una Buenos Aires affollata dall'ondata migratoria europea, fatta soprattutto di spagnoli e italiani, e da contadini nomadi inurbati disorientati dalla perdita della cultura legata alla terra. Come il jazz degli albori conobbe la sua prima stagione nei bordelli di Storyville, cosi' il tango prosperava nelle case di piacere situate nei pressi delle caserme e del porto; entrambi si fanno portavoce di condizioni di emarginazione e sono legati alle componenti piu' diseredate della societa'  cui appartengono. E' in queste situazioni di forte instabilita' culturale che la musica diventa espressione piu' autentica del disagio di un popolo, e il tango narra la violenza e la sorte della malavita dei quartieri piu' degradati della citta'. Musicalmente il tango scaturisce dalla fusione di elementi tratti dalla habanera e dalla milonga e, ben presto, con l'aggiunta di un testo, si trasforma in canzone da ballo. Nei testi le tematiche che ricorrono piu' di frequente sono. la citta', con le sue strade e i suoi marciapiedi, ulteriore testimonianza dell'origine cittadina del tango; gli amori fragili, falliti, temuti e senza speranza; la notte, associata alla malinconia e al pianto; il tempo, inteso come percorso a senso unico che cancella e uccide, che fugge e distrugge tutto. Con i primi successi nascono anche i primi divi del tango, siano essi cantanti o famosi ballerini e, a partire dal primo decennio del secolo, l'Europa viene investita da una vera e propria "tangomania", la quale assume dimensioni inedite, diventando in particolare prerogativa dei nobili e dei governanti. Dopo un secolo di dominio incontrastato, il valzer aveva infatti perso la sua carica trasgressiva, e il vecchio continente resto' fortemente affascinato da questo nuovo ballo, fatto di passi complicatissimi e da una spiccata carica di erotismo che, se da un lato intrigava irresistibilmente soprattutto gli esponenti dell'alta societa', dall'altro scatenava la vena polemica dei benpensanti e naturalmente della Chiesa, che gia' in passato aveva scagliato i suoi anatemi contro il piu' "casto" valzer. Tra i cantanti di maggior successo, Carlos Gardel (1887-1935) fu un vero e proprio idolo popolare e voce per antonomasia del tango. Per avere la misura del successo e della popolarita' di Gardel, possiamo far ricorso alle parole di Meri Lao, secondo la quale fu "... un fenomeno musicale raffrontabile, all'epoca, solo a quello scatenato da Caruso. E, piu' avanti, da Elvis Presley". La tragica morte in un incidente aereo il 24 Giugno del 1935 ne rafforzo' il mito, e le sue esequie si tennero in uno stadio di Buenos Aieres cui parteciparono migliaia di persone. Come detto, il tango in origine nasce come musica strumentale finalizzata al ballo. Gli strumenti tipici del tango diventano il violino, cui si da' l'affettuoso appellativo di jamon (prosciutto) il pianoforte, il contrabbasso, e soprattutto il bandoneon, un tipo di fisarmonica di origine tedesca giunta e affermatasi in Argentina probabilmente a seguito della caleidoscopica migrazione europea in America Latina. "STRAPPAMI LA VITA" e' spettacolo che nella prima parte propone alcuni dei brani piu' significativi della storia del tango con la presenza di un testo, arricchito dai suggestivi versi del poeta Jorge luis Borges (1899-1986), che ha lo scopo di condurre l'ascoltatore attraverso questo affascinante viaggio. La prima parte si chiude con un simbolico passaggio di consegne tra Gardel e Piazzolla, compositore del quale ricorre il decennale della morte e a cui e' dedicata la seconda parte del concerto non si puo' infatti parlare di tango senza rendere omaggio ad Astor Pazzolla (1921 - 1992), le cui musiche in quest'ultimo decennio hanno popolato come non mai le sale da concerto e i cataloghi discografici di tutto il mondo. Personaggio molto discusso, Piazzolla compare sulla scena musicale intorno alla meta' degli anni '50, epoca in cui dal punto di vista creativo il tango viveva un monento di stanca. Musicista colto, formatosi con Alberto Ginastera in patria per poi proseguire in Europa studiando direzione d'orchestra con Hermann Scherchen e composizione con Nadia Boulanger, Piazzolla opero' un intervento riformatore sul tango attraverso una virata intellettuale, trasformando questo genere in una musica raffinata, fatta per essere ascoltata, spostando il luogo di fruizione dalle sale da ballo alle sale da concerto. Riprendendo le parole dello stesso Piazzolla, con le sue composizioni "... e' apparso un altro tango, un tango intellettuale, un tango da pensare, un tango non da ballare e non da cantare, un tango non antico, un tango non tradizionale, un tango un po' da camera...". Ma in Argentina il tango era una realta'  fortemente radicata, rappresentava un motivo di orgoglio nazionale; per questo l'operazione condotta da Piazzolla apparve in patria una vera profanazione, tanto che costo' al compositore anni di marcato ostracismo da parte della critica, boicottaggio dalle case discografiche e diffidenza riservatagli da una parte del pubblico. I brani in programma rappresentano alcune tra le pagine piu' interessanti i nello stesso tempo meno frequentate del compositore: si va da un inconsueto Piazzolla "sacro" con L'Ave Maria, al Concerto per bandoneon che segue la suddivisione in tre movimenti del concerto classico, alla Milonga de la Anunciacion tratta dall'ambiziosa opera-tango Maria de Buenos Aires composta su testo di Horacio Ferrer. Lo sganciamento dal ballo, la valorizzazione del tessuto strumentale, la predisposizione all'improvvisazione, la particolare ricchezza delle soluzioni armoniche fanno della musica di Piazzolla un'elegante sintesi che rimane, nonostante tutto, fortemente tango. Il tempo ha dunque dato ragione a Piazzolla, la cui dimensione trasversale di musicista moderno nel senso piu' fecondo del termine lo ha fatto apprezzare come una delle personalita' del mondo musicale piu' interessanti del dopoguerra.
 
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